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La "Pier Giorgio Frassati" racconta

Due storie che aiutano a capire il senso della vita. Gli alunni della "Montessori" apprezzano

 

Il giardino segreto

 

 

 

In India viveva una bambina di nome Mary Lenox che aveva 10 anni.
I genitori di Mary non avevano mai tempo per stare con lei, perché la madre era occupata nei ricevimenti e nelle feste ed il padre era occupato nel suo lavoro.
Una sera ad una festa ci fu un terribile terremoto in cui i suoi genitori morirono.
Lei perciò dovette trasferirsi da suo zio Arcibald Lenox. Lei era una bambina molto acida e sulla nave alcuni bambini le cantarono una canzone: "Mary, Mary, pensieri neri...".
Quando scese la venne a prendere la signora Medlok, la cameriera dello zio che arrivò un po' in ritardo. Con una carrozza Mary arrivò al castello dello zio e nel tragitto vide un ragazzo di circa dodici anni che era il fratello di un'altra cameriera dello zio: Marta.
Arrivata al castello Marta le parlò della madre ed appunto del fratello Dicon. Le parlò soprattutto di un giardino in cui la moglie dello zio morì e da quell'evento lo teneva chiuso, per non far entrare nessuno. Mary, incuriosita, andò in esplorazione per il castello e, uscita dalla sua camera, senza sapere come finì nella stanza della moglie di suo zio. Lì in un cassetto trovò una chiave, poi la posò e se ne andò in fretta.
Uscì in giardino e conobbe un piccolo pettirosso e Mary gli chiese se poteva condurla alla porta del giardino segreto. Lui la condusse al suo interno, ma per aprirla c'era bisogno della chiave, poi Mary corse nella stanza della zia e riprese quella chiave dopo avere capito che era della porta del giardino. Con la chiave scese in giardino e con forza aprì la porta ed entrata vide un immenso bosco all'apparenza morto, ma, sotto sotto, pieno di vita. Dopo ricordò che Marta diceva che Dicon era molto abile nel curare piante e animali allora lo chiamò e lui aggiustò in qualche modo il giardino.


Mary rientrando in casa sentì delle grida e scese a vedere cosa stava succedendo.
Scese e vide un bambino della sua età che stava piangendo in un letto.
Lui spaventato le chiese cosa volesse e Mary, con tono cattivo, ricambiò la domanda rispondendo che lei era la nipote del signor Lenox, invece lui rispose che era suo figlio. Mary si sbalordì e gli chiese il suo nome. Si chiamava Colin e diceva che non poteva camminare. Mary però non gli credette, ma in quel momento arrivarono la signore Medlok e Marta con delle bende per Colin. Mary scendeva molto spesso da lui per fargli compagnia, ma poi litigarono e Mary non andò per un po' a trovarlo. Poi però lo perdonò e decise di fargli vedere il sole.
Lo mise quindi sulla sedia e aprì la finestra; però lui non lo sopportava perché non era abituato a stare al sole.
Intanto, per merito di Dicon il giardino era bellissimo: altalene, fiori, piante e animali lo rendevano incantevole.
Mary con l'aiuto di Dicon decise di far camminare Colin portandolo al giardino.
Il signor Lenox era al corrente di ciò che Mary stava facendo, ma non la fermò.
Allora Dicon prese in braccio Colin e lo mise sulla carrozzina e lo portarono al giardino. Misero quindi Colin a terra per farlo stare in equilibrio.
Il signor Lenox, che era di passaggio, vide il giardino aperto allolora entrò. Intanto Colin aveva già imparato a camminare e con Mary e Dicon stavano giocando a fare le magie attorno a un fuoco mentre il giardiniere guardava. Lo zio Arcibald vide Colin in piedi, si commosse e corse ad abbracciarlo.
Poi il giardino fu lasciato sempre aperto e da quel giorno vissero tutti felici e contenti per tutta la vita.
Martina Crugliano
Alessia Nigro
Martina Pacenza
Giulia Saporito
Irene Leo
Erika Parise
Classe V D
Scuola elementare
"Maria Montessori" - Crotone

 

 Poesia composta dagli alunni

C'era un giardino, da anni non curato
c'erano fiori, piante e un grande prato.
Un bambino in una stanza, malato
che dal suo papà era stato abbandonato.
Ma poi è arrivata una bambina,
all'apparenza scorbutica ma molto carina.
lei è entrata in un cancello,
ed ha reso un giardino molto più bello.
Poi lei mostrò la sua bontà,
il suo amore e la sua buona volontà.
Ha fatto conoscere al bambino abbandonato
il suo papà sempre lontano e affaccendato.
Infine vissero contenti e felici,
tutti attorno ad amore e a tanti amici.

 

Tu sei mio

 

 

Nel paese di Pulcinello tutti gli Wemmicks compravano scatole e palloni per essere superiori agli altri.
Pulcinello voleva essere come gli altri, così mise in vendita tutte le sue cose compresa la casa.
Ma essendo diventato povero, si pentì di aver comprato quella merce inutile solo per imitare i suoi concittadini.
Quindi Pulcinello capì che ci si deve accontentare delle cose proprie e non esagerare nelle spese solo perché lo fanno tutti.
Luca Campagna
Classe IV D
Scuola elementare
"Maria Montessori" - Crotone

Gli Wemmicks erano fatti di legno, uno di loro, il più alto, aveva una scatola più bella degli altri Wemmicks.
Allora tutti cominciarono a prendere tante scatole e palline. Pulcinello non aveva né scatole e né palline e quindi si dette da fare e visto che lui non aveva soldi, volle vendere tutto quello che aveva, pure la casa.
Visto che aveva venduto la casa, si addormentò sotto le scatole.
Pulcinello incontrò i suoi amici e gli chiesero se voleva giocare con loro, Pulcinello disse che voleva essere il più importante quindi non accettò la proposta dei suoi amici.
Il povero Pulcinello non riusciva a dormire molto bene e allora andò dal suo creatore di nome Eli.
Eli gli chiese se dormiva bene, Pulcinello rispose di no.
Eli disse di andare vicino la finestra per guardare quegli Wemmicks e gli disse che non è importante quello che si ha ma quello che si è.
Allora Pulcinello capì e rimase a dormire con Eli, dormì a meraviglia.
Loira Bevilacqua
Classe IV D Scuola elementare "Maria Montessori" - Crotone

C'era una volta un uomo di legno che si chiamava Pulcinello e tanti omini piccoli che avevano come giocattoli preferiti una scatola e un pallone. Un giorno uno di questi omini comprò una scatola più bella degli altri e a tutti diceva: "Guardate come è bella la mia scatola", un altro omino era invidioso perché lui riteneva di avere una scatola più bella.
Decisero quindi di fare agara a chi aveva più scatole e più palloni.
I negozi si riempirono subito di questi omini e ognuno acquistava scatole e palloni in quantità. Tra questi c'era anche Pulcinello.
La moglie del sindaco decise che chi costruiva una montagna di scatole e palloni più alta degli altri riceveva un premio.
Pulcinello mise in vendita la sua casa per potere acquistare tante scatole e tanti palloni.
Un giorno decise di salire sulla montagna di scatole e palloni da lui costruita, all'improvviso cadde e finì sulla casa di un uomo vero come noi.
L'uomo quando vide Pulcinello gli disse: "E tu cosa fai qui?". Pulcinello a questo punto fu costretto a raccontare tutta la storia.
Finito di raccontare la storia l'uomo invitò Pulcinello ad affacciarsi alla finestra per guardare gli altri omini che stavano costruendo la montagna.
L'uomo disse a Pulcinello: "Ti sembrano felici?".
Pulcinello movendo la testa risposte di no.
Alla la risposta di Pulcinello l'uomo disse che i soldi si devono spendere per i propri bisogni e non per cose inutili.
Luigi Panebianco
Classe IV D Scuola elementare
"Maria Montessori" - Crotone