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La Biblioteca Pier Giorgio Frassati della Fondazione D’Ettoris ha, tra le altre cose, istituito il servizio della lettura ad alta voce per bambini. La signora delle favole, in costume, legge ad alta voce delle fiabe mentre i bambini stanno tutti intorno a lei ad ascoltare incantati. La lettura ad alta voce conferisce una valenza affettiva forte e indelebile che contribuisce in modo determinante allo sviluppo del piacere di leggere. Se si riesce a far nascere nei bambini il piacere di leggere si può sperare che un domani nasca in loro anche il desiderio della lettura e poi da qui alla passione il passo è breve. E’ notorio che lo sviluppo del linguaggio dipende in gran parte dal modo in cui sono stati trasmessi i primi materiali linguistici. E’ anche risaputo che i bambini ai quali si leggono regolarmente storie, racconti, poesie e fiabe sono quelli che manifestano un precoce sviluppo del linguaggio, posseggono un vocabolario più ricco e mostrano una migliore capacità di articolare linguisticamente un discorso. Inoltre, la lettura ad alta voce favorisce la dilatazione dei tempi di attenzione e della capacità di ascolto, ahimè oggi ridotti a causa della televisione. La televisione ha contribuito anche alla involuzione della capacità immaginativa del bambino, mentre con la lettura il bambino riesce a creare immagini mentali proprie e a sviluppare la propria fantasia. Potremmo dire che il linguaggio televisivo è equiparabile al fast food, invece il linguaggio letterario è paragonabile ai cibi genuini preparati in casa. Dal canto nostro abbiamo cercato di creare un ambiente favorevole alla lettura ad alta voce. La nostra è una biblioteca accogliente, luminosa e raccolta. I bambini vengono fatti sedere su dei tappetini colorati intorno alla signora delle favole, vengono loro offerte delle caramelle e la lettura viene accompagnata da un sottofondo musicale classico. Abbiamo cercato di far dimenticare ai bambini gli obblighi scolastici e le interrogazioni; non vogliamo che i bambini imparino a leggere per forza, quindi nessun approccio coercitivo, né tanto meno un atteggiamento inquisitorio del tipo “ora mi racconti tutto quello che hai ascoltato”, ma semplicemente i bambini al termine della lettura esprimono liberamente le loro opinioni e ciò che li ha maggiormente colpiti e noi condividiamo con loro e le maestre la loro esperienza. Quest’anno abbiamo deciso di iniziare a leggere delle fiabe perché crediamo che sia il modo migliore per far avvicinare i bambini alla realtà. Il mito, la leggenda, i simboli sono quanto di più reale ci possa essere; del resto noi cristiani sappiamo che se Gesù ha parlato in parabole una ragione evidentemente c’è. La biblioteca ha fissato un minimo di quattro incontri per classe, perché se si vogliono ottenere dei risultati è necessario dare tempo al tempo. Ricordo una battuta di Woody Allen che, dopo aver partecipato ad un corso di lettura rapida, disse con la sua solita ironia “Ho letto in venti minuti Guerra e pace e ricordo esattamente che era ambientato in Russia”.
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