09 September 2026

Con il passaggio all'epoca cosiddetta postmoderna si sono determinati cambiamenti significativi e durevoli anche nel settore della religiosità. Negli anni 1970 - e nella prima parte degli anni 1980 - il tema dominante era quello della crisi della religione. La tesi della secolarizzazione, nella sua versione quantitativa, postulava che, mentre progrediva la mentalità scientifica, nelle società industriali avanzate c'era sempre meno religione; non mancava chi prospettava come futuro evolutivo della religione addirittura l'estinzione. Le cose, oggi, sono certamente cambiate. Testi importanti fanno riferimento al "ritorno del religioso"; alla "rivincita di Dio"; alla "fine" della secolarizzazione. Uno dei più noti specialisti di indagini sociologiche quantitative in tema di religione, Laurence R. Iannaccone, scriveva nel settembre 1998 che i dati mostrano ormai con evidenza come la tesi secondo cui "la religione deve inevitabilmente declinare quando la scienza e la tecnologia avanzano" è stata "dimostrata falsa", e che "a mano a mano che i sondaggi, le statistiche e i dati storici si sono accumulati, la continua vitalità della religione è diventata evidente". Mentre il numero delle persone che si dichiarano atee e agnostiche declina quasi ovunque, in quasi tutti i paesi del mondo - con l'eccezione di alcuni paesi europei a lungo sottoposti a propaganda antireligiosa da parte di regimi comunisti - il numero di coloro che dichiarano di credere in una qualche forma di potere superiore alla persona umana, o a una vita dopo la morte, o affermano di consacrare qualche tempo durante la settimana a forme di preghiera o di meditazione si attesta intorno all'ottanta per cento della popolazione, con punte in paesi non secondari - Stati Uniti compresi - oltre il novanta per cento.
Il fenomeno del "ritorno del religioso" è dunque così evidente da non potere essere ignorato. Si tratta però di determinare, con maggiore precisione, quale tipo di religioso "ritorni" nell'epoca postmoderna. Chi veramente beneficia del contemporaneo ritorno del sacro? E' vero che il ritorno del sacro si verifica completamente al di fuori delle religioni maggioritarie e delle Chiese storiche? E' vero che una parte sostanziale del ritorno del sacro va cercata al di fuori delle grandi religioni e delle Chiese storiche?
E' questo il tema che sarà trattato nell'ambito di una conferenza organizzata dalla Biblioteca "Pier Giorgio Frassati" della Fondazione D'Ettoris dal titolo "Il ritorno del sacro" che si terrà venerdì 23 gennaio 2004 alle ore 18.00 presso l"Aula Magna del Liceo Classico "Pitagora". L'incontro sarà presentato dal direttore della Biblioteca, Antonio D'Ettoris. Dopo una breve introduzione del preside del Liceo, Vittorio Emanuele Esposito, il tema sarà trattato da PierLuigi Zoccatelli, ricercatore residente e vicedirettore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni); conferenziere presso numerose università italiane e straniere (Università di Zagabria; Università Pontificia Salesiana; Università Ambrosiana; Università di Bryn Athin - USA; Università La Sapienza; London School of Economics - UK; Pontificia Università Lateranense; EPHE-Sorbonne - Francia; Università di Torino; Università di Verona; Università dello Utah - USA; Brigham Young University - USA; Università di Lettonia; Università di Vilnus - Lituania; ecc.); ha co-diretto la monumentale Enciclopedia delle religioni in Italia e ha partecipato all'opera in quattro volumi edita negli Stati Uniti, Religions of the world: a comprehensive encyclopedia of beliefs and practices.
Concluderà mons. Andrea Mugione, arcivescovo di Crotone e Santa Severina.
All'iniziativa hanno aderito Alleanza Cattolica, l'Unione Giuristi Cattolici Italiani, la Fondazione "Centesimus Annus Pro Pontifice".

Fonte: 

La Provincia. Sabato 17 Gennaio 2004 N.3

Anno: 

2004