09 September 2026

Concluso il ciclo di seminari organizzati dalla Fondazione D’Ettoris e dalla Biblioteca Frassati
Cantoni: « un continente culturale, una casa comune per molti popoli»
 

C’è un’Europa più vasta al di là dell’Europa. E’ presente in America, in Africa, in Oceania e in Asia. E’ una realtà che non ha nulla a che vedere con i confini geografici tradizionali ma piuttosto è una condizione geoculturale che interessa milioni di persone. Della Magna Europa, inteso come continente culturale, si è discusso per cinque giorni nel corso di un seminario, organizzato falla Fondazione D’Ettoris e dalla biblioteca Pier Giorgio Frassati, con il patrocinio della Regione Calabria, che ha messo in luce gli aspetti e i momenti storico culturali dei questa entità.
Ieri sera nell’aula magna dell’istituto Lucifero si conclusa l’iniziativa che ha registrato in tutto 418 partecipanti, per lo più giovani studenti trai 15 e i 18 anni.
<<L’Europa – ha precisato Giovanni Cantoni, reggente nazionale di Alleanza cattolica – non è un continente geografico ma si rivela un continente culturale. Una consapevolezza che nasce dal fatto che al mondo esistono milioni di persone che pur vivendo a distanza tra loro hanno, grosso modo, la nostra stessa cultura>>.
Il concetto di Magna Europa, di una casa comune per popoli diversi ma con le stesse radici culturali che affondano nel vecchio continente, contrasta con le coordinate geografiche.
<<Geograficamente – ha aggiunto Cantoni – siamo un falso continente. Esiste un mondo che ha la sua collocazione geografiza, nella quale, però, determinati elementi e prospettive sono diventati egemoni>>.
Ma quella che è solamente una condizione culturale può avere anche un aspetto politico: <<Di certo – ha osservato Cantoni – è più facile mettere insieme persone che presentano un’omogeneità culturale>>.
In questi cinque giorni di dibattito i relatori intervenuti hanno analizzato l’Europa in America, in Oceania e in Asia.
Hanno partecipato al seminario Marco Respinti e Paolo Mazzeranghe. Ieri pomeriggio è invece toccato a Sandro Petrucci, docente dell’Istituto tecnico agrario di Macerata che collabora con l’università di Pisa, parlare della presenza dell’Occidente in Asia portando due esempi: l’esperienza coloniale portoghese in questo continente e il caso delle Filippine.
<<In Asia – ha spiegato Petrucci – i portoghesi ci arrivano con Vasco de Gama nel ‘500 per due motivi: cercare spezie e reclutare cristiani per le crociate. Qui, con l’appoggio della popolazione indù, costituiscono una rete di insediamenti, si uniscono in matrimonio con le donne indiane e soprattutto creano in Asia un nuovo tipo umano. Prima dell’avvento dei portoghesi per gli indù era un tabù attraversare il mare poi, invece, si cimentano in questa attività fino addirittura a partecipare al fianco degli inglesi nella colonizzazione di Bombay>>.
L’arrivo degli europei nelle Filippine, invece, fa di queste isole il baluardo della cristianità nell’estremo Oriente.
<<Le Filippine – ha osservato Petrucci – vengono scoperte dagli spagnoli del Messico nel 1565 e restano legate alla Spagna fino al 1898 quando passano agli Stati Uniti. Manila, la capitale, diventa un emporio commerciale importantissimo, costituisce il punto terminale delle rotte del Pacifico. Allo stesso tempo assurge a baluardo della cristianità, nella capitale si stabiliscono gli ordini religiosi più importanti che fondano scuole, università e ospedali>>.
Di fronte a questa cultura europea trapiantata nelle Filippine nulla potranno fare gli statunitensi che invano tenteranno di imporre come lingua l’inglese.
<<Questo seminario di formazione e informazione appena concluso – ha affermato Antonio D’Ettoris, direttore della biblioteca Pier Giorgio Frassati – si inquadra nell’attività da noi promossa rivolta a stimolare la cultura nel nostro territorio. Tra le altre cose in biblioteca abbiamoo promosso un’iniziativa rivolta agli alunni delle elementari per invogliarli alla lettura. Da settembre per favorire la lettura tra i giovani delle scuole superiori daremo vita ad un altro progetto>>.
Ha moderato i lavori di ieri pomeriggio Tina D’Ettoris della Fondazione D’Ettoris.

Patrizia Pagliuso

Fonte: 

Il Quotidiano. Sabato 6 marzo 2004

Anno: 

2004