09 September 2026

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“L’esperienza estetica attraverso gli albi” è il titolo del penultimo incontro de ‘Il cantastorie e la valigia degli attrezzi’. La dott.ssa Mastrodomenico, dopo aver ripreso la lezione precedente riguardante il funzionamento degli albi illustrati, si è soffermata sull’educazione alla vista che, attraverso la fruizione dell’oggetto-libro, consente al bambino di vivere un’esperienza di lettura totalizzante volta non solo ad alimentare il suo senso estetico, ma anche la sua forza creatrice e le proprie emozioni. La sospensione tra il detto (testo, non sempre presente) e il non detto (immagini) è la magia che questo strumento genera nel momento in cui risulta funzionale, ossia capace di generare nel fruitore il desiderio di girare la pagina e quindi di sapere. Come spiega Daniela Lucangeli “il vero nutrimento del desiderio di sapere è sia il sapere ma anche ampliare il desiderio”, cosa che l’albo riesce a indurre attraverso l’equilibrio tra i suoi quattro codici e alle sue capacità di attirare l’attenzione sulle forme per contrastare il bombardamento delle immagini proveniente oggi dai media. Nell’esperienza della lettura delle immagini – spiega la docente Antonella Caperti – i piccoli rispetto agli adulti “colgono spesso a colpo d’occhio i particolari più minuscoli e nascosti perché si interrogano sul significato delle scelte dell’illustratore o dell’illustratrice, perché godono di quella ‘sospensione dell’incredulità’ che permette loro di entrare con tutte le scarpe nella storia che viene loro raccontata e che loro stessi si raccontano”. Il senso estetico può essere alimentato nel bambino attraverso varie tipologie di albo come ad esempio quelle che in esse incrociano il disegno o la storia dell’arte. È il caso dell’illustratore e pittore Alessandro Sanna che ha pubblicato tutta una serie di libri stimolanti la forza creatrice dei più piccoli. Ad esempio, in ‘Mostra di Pittura’ ha volutamente lasciato cornici vuote affinché fossero riempite dai bambini con disegni e colori, invece in ‘Hai mai visto Mondrian’ ha posto dell’omonimo artista anche le opere più astratte dal momento che punti e linee sono la prima cosa che i più piccoli imparano a conoscere. Da non dimenticare è il personaggio da lui inventato noto come ‘Mano Felice’ sul quale ha catalizzato tutta la sua teoria sul disegno: non esistono disegni belli e brutti o l’ansia di dover disegnare qualcosa in un particolare modo perché, solo attraverso l’esercizio nella pratica quotidiana, le mani dei bambini diventeranno felici, non avranno paura di sbagliare e riusciranno a tradurre il pensiero e l’astrazione delle figure riportandola nel quotidiano. L’albo illustrato concretizza dunque “la funzione creatrice dell’immaginazione” che come spiega Gianni Rodari è “condizione necessaria della vita quotidiana” che per i bimbi si traduce anche nelle matite e nei colori perché attraverso il disegno aprono agli adulti i loro mondi. L’incontro finale con i corsisti si terrà in presenza il 24 giugno con la dott.ssa Lacalamita.