09 September 2026

All’iniziativa della D’Ettoris Editori il nipote di Carlo d’Asburgo

Anche i re vanno in paradiso. E qualche volta diventano anche santi. Sulla vita di Carlo d’Asburgo, che Giovanni Paolo II ha proclamato beato nelle settimane scorse dinanzi a tante teste coronate della vecchia Europa, è uscito un volume per i tipi della casa editrice D’Ettoris. Un libro che collocandosi in quel genere,  la biografia, che negli ultimi anni ha fatto registrare notevoli picchi di vendita, ha riscosso apprezzamenti di critica in tante terze pagine.

“Un cuore per la nuova Europa. Appunti per una biografia del beato Carlo d’Asburgo”: questo il titolo del libro della D’Ettoris Editori, scritto da Oscar Sanguinetti e Ivo Musajo Somma (il primo direttore dell’Istituto storico dell’Insorgenza e per l’identità nazionale di Milano, il secondo autore di diversi saggi storici), che verrà presentato giovedì 18 novembre a Crotone. Parteciperà all’incontro culturale, che si terrà a partire dalle 17,30 al bastione Toledo, un nipote di Carlo d’Asburgo, Martin Carl. L’incontro sarà moderato da Tina D’Ettoris.

Il libro che ha una prefazione di marco Invernizzi e un invito alla lettura di don Luigi Negri, è il primo titolo della D’Ettoris Editori. Pubblicato lo scorso 2 agosto, “Un cuore per la nuova Europa. Appunti per una biografia del beato Carlo d’Asburgo” è alla sua seconda ristampa. La vita di Carlo, analizzata alla luce di avvenimenti che hanno cambiato la storia d’Europa nei primi anni del Novecento, si caratterizzò per l’impegno a favore della pace. In particolare, egli si battè perché si ponesse fine alla Grande guerra (che papa Benedetto XV ebbe modo di definire “un’inutile strage”), lenendo le sofferenze dei soldati ed evidenziando le capacità di comandante valoroso e intelligente. La tesi sostenuta nel libro è che i vincitori della guerra vollero fare scomparire l’Asutria Ungheria; ragioni “semplicemente ideologiche” ne decretarono la morte, dal momento che l’Impero, nel 1914, era ancora un’entità ricca culturalmente ed economicamente. Una caduta che favorì l’imporsi del comunismo e l’indebolimento delle radici cristiane dell’Europa.

Sovrano refrattario alle condizioni di privilegio che il suo status gli attribuiva, Carlo d’Asburgo bandì dalla propria vita ogni lusso e ogni aspetto fatuo. “Quindi, senza un lamento, accettò le condizioni di ristrettezza economica in cui fu costretta la sua famiglia nel corso dell’asilo”, ricorda una nota dell’Editore. Carlo d’Asburgo morì a Madeira all’età di 34 anni, il primo aprile del 1922.

(a.c.)

Fonte: 

Il Crotonese. 16-18 novembre N.89

Anno: 

2004