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Poesia
Ho trovato un libro
Ho trovato un libro nella neve.
Lo stringo a me…
Conosco il suo valore
anche se non so leggere.Ho rubato un libro dalla catasta in fiamme.
E’ nero, fumante, caldo
Mi aiuta a sopravvivere
alla paura, all’orrore della guerra.Mi hai regalato un libro,
pagine bianche
dove scrivere e rileggere
i miei sogni di una vita…Pagine al vento
Che si sfogliano e si aprono come ali
Per volare e guardare in alto
Nel cielo della pace e della libertà.
Laura Frisenda
III F, I.C. A. Rosmini scuola media Anna Frank
Professoressa Laura Talarico , anno scolastico 2014/2015
Esiste l’amicizia? O esiste solo un rapporto di convenienza che lega due individui al fine di raggiungere un determinato obiettivo? Chi è un amico? O ancora, qual è il valore della vita?
Mi perdo spesso in questi pensieri e quando mi ci addentro giungo alla conclusione che l’amicizia è una scintilla che va protetta e rinchiusa in una teca inossidabile, il nostro cuore, per evitare che si disperdi nell’aria alimentando la parte peggiore della nostra personalità, rappresentata dall’egoismo.
“Storia di una ladra di libri” parla di amicizia e lealtà assolute. Un’intesa, quella tra Liesel e Rudy, che è sopravvissuta a tutto, anche alla morte, protagonista indiscussa della pellicola.
Guardando questo film ho compreso che l’affetto reciproco tra due persone è come un libro con le pagine ancora bianche, la cui storia è scritta da ognuno di noi, giudici supremi del nostro agire. La bellezza e la durata del libro, però, non sono sempre le stesse perché nessuna storia è uguale ad un’altra, cambiano gli interpreti e lo scrittore il quale è chiamato costantemente a calibrare le parole per non rovinare l’aura fatata che vi era intorno alla storia della sua vita.
Come già detto prima, la morte è la protagonista del film. Quest’ultima, però, prova invidia nei confronti del genere umano, poiché la morte non ha una vita sua propria, ma vive quella di ciascuno si trovi dinanzi a lei. La morte non ha sentimenti e perciò è stregata dagli uomini, che lei studia minuziosamente per trovarne i punti deboli per poi colpirci quando meno ce l’aspettiamo. La morte è una mercenaria al servizio di alcuni sregolati che la usano per fare del male.
In “Storia di una ladra di libri” vi è un’altra amicizia, quella tra Max, un ragazzo tedesco di religione ebraica costretto a nascondersi nella cantina degli Hubermann per evitare di essere deportato nei campi di sterminio, e Liesel.
Questa complicità tra due esseri così lontani, eppure così vicini, mi implica a riflettere sulla diversità.
Secondo me, la diversità è la magia che c’è in ognuno di noi, quel tocco in più che rende la vita vivace. Cosa sarebbe il genere umano se tutti fossimo uguali, sia fisicamente che moralmente? La risposta è semplice: un ammasso di materia informe.
Io penso che le razze non esistano e che la loro suddivisione serva solo come promemoria delle nostre origini.
La diversità deve essere il punto di partenza per un dialogo internazionale volto all’azzeramento dei conflitti etnico-religiosi.
Historia vitae magistra est e in quanto tale essa ci deve insegnare che l’uso della violenza non porta a nulla se non lavoro per la morte. Io reputo inammissibile il fatto che un uomo possa uccidere un suo simile con una tale nonchalance da far rizzare i capelli. Bisogna, pertanto, rafforzare il ricordo di quest’orrore per fare in modo che questo non accada più.
Io mi auguro vivamente che, come la tecnologia, sia progredita anche la mente umana.
Paolo Ciampà
III C, I.C. A. Rosmini scuola media Anna Frank
Professoressa Angela Iorfida, anno scolastico 2014/ 2015