09 September 2026

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Un altro successo per il quarto incontro de “Il cantastorie e la valigia degli attrezzi”! Gradualmente i partecipanti al corso si stanno orientando sempre di più nel magico mondo del libro. La dott.ssa Lacalamita questa volta si è soffermata sull’albo illustrato, un medium polisemico caratterizzato dall’ “abbraccio indissolubile” tra i suoi tre elementi caratteristici: forme, parole e figure. Una sorta di vero e proprio cortometraggio in cui il bambino-lettore si addentra direttamente nella storia a partire già dalla prima facciata della copertina, proseguendo lungo i risvolti fino alla quarta di copertina. Montato in una determinata forma e con un determinato ritmo, proprio come accade nella cinematografia, l’albo illustrato induce il piacere della lettura anche grazie all’eventuale surrealismo in esso contenuto. Inoltre, stimola molto la fantasia di un bambino e il suo provare a conoscere la realtà: è il caso di “Giocare fuori”. L’autore, Laurent Moreau, in collaborazione con l’illustratore, ha scelto di mostrare al bambino le immagini dei concetti calate a 360 gradi nella realtà. È poi interessante notare la scelta di alcuni autori – come Chris Haughton in “Oh, no George!” – di mantenere il finale della narrazione aperto: tale meccanismo induce a mantenere in un contesto di lettura a voce alta il dialogo con i bambini e la riflessione sulle tematiche profonde che un albo illustrato può trattare. È infatti uno strumento dotato di molteplici funzionalità e interpretazioni al punto da essere adoperato anche nel corso delle sedute di psicoterapia in quanto capace di porsi come veicolo che aiuta a rappresentare anche la sfera emotiva e ad indagare sui sentimenti primordiali.