09 September 2026

Grande successo del convegno organizzato dalla fondazione D'Ettoris

Crotone - "Basilea 2 - Anatocismo e usura" il titolo del Convegno organizzato dalla fondazione D'Ettoris, in collaborazione con il Corriere del sud, Crotone sviluppo, D'Ettoris editori e Gal Kroton, che si è tenuto nei giorni scorsi nella sala Bastione Toledo. Il primo dei due giorni previsti è stato interamente dedicato alla nuova normativa internazionale Basilea 2, allo scopo di fare chiarezza sugli aspetti principali della stessa, non solo dal punto di vista teorico, ma anche e soprattutto dal punto di vista pratico. In sintesi, Basilea 2 è il nuovo accordo mondiale che regolamenta la gestione del credito bancario, implicando una ridefinizione dei rapporti tra banche e imprese. Una sfida che riguarda le grandi banche e in misura maggiore il sistema creditizio a vocazione territoriale, chiamato a ridefinire il proprio ruolo di volano dello sviluppo locale. Riguarda le imprese che dovranno impiegare nuove tecniche di elaborazione e rappresentazione dei bilanci e coinvolge il mondo professionale che vedrà dischiudersi nuove opportunità di specializzazione, nonché un sicuro vantaggio competitivo per quei professionisti che sapranno offrire nuovi strumenti operativi di sviluppo aziendale. Non a caso, il convegno è stato patrocinato dagli Ordini professionali della provincia di Crotone (avvocati, dottori commercialisti, consulenti del lavoro e ragionieri commercialisti) e ritenuto valido ai fini della formazione professionale.Dopo la presentazione, ad opera del presidente della fondazione, Antonio D'Ettoris, e dopo i saluti del vice prefetto vicario Vincenzo Covato, si è entrati nel vivo dei lavori, moderati da Tina D'Ettoris, direttore responsabile del Corriere del Sud. #Sandro Pettinato, referente di Unioncamere, ha illustrato i risultati di una ricerca condotta a livello nazionale su un campione di 7.860 piccole e medie imprese, rilevando che solo l'1% di queste avrebbe accesso facilitato al credito. Molte di esse sono ritenute "vulnerabili" e, dunque, non meritevoli di credito perchè con un rating (insieme strutturato di metodologie e processi organizzativi che permettono la classificazione del merito di credito di un soggetto) elevato. Il problema di fondo è che la normativa è valida per tutti i mercati finanziari mondiali che risultano essere estremamente differenziati e il sistema italiano risulta essere tra i più penalizzati, poiché il suo tessuto produttivo è caratterizzato dalla presenza prevalente di imprese di piccole e medie dimensioni. Dall'indagine di Unioncamere #risulta che ben l'82% delle aziende nazionali si troverà ad affrontare situazioni critiche o, peggioancora, di totale esclusione da finanziamenti. La parola è passata, poi, a Massimo Lanzillotti, esperto di Basilea 2, che ha fatto luce sugli aspetti salienti della normativa, chiarendone le linee guida e riportando i suoi effetti al sistema nazionale. Nella nostra realtà locale, quale sarà l'impatto di Basilea 2? A tale interrogativo hanno dato risposta Giuseppe Pugliese, presidente della Piccola industria, e Salvatore Foti, presidente di Crotone Sviluppo. Il primo ha passato in rassegna i risultati di un'indagine svolta dalla Confindustria che rileva, inoltre, anche il pessimismo degli imprenditori locali nei riguardi della normativa. Il secondo ha sottolineato come, nel futuro rapporto tra banche e imprese, a poco varranno le garanzie offerte dal patrimonio personale e dalla credibilità dell'imprenditore. Bisognerà, dunque, rafforzare le situazioni dei bilanci delle imprese, favorendo il passaggio della ricchezza dal patrimonio familiare a quello aziendale, invertendo la consuetudine fino a oggi perpetrata. La giornata si è conclusa con l'intervento di Tommaso Marino, vice presidente della Banca popolare etica, che, dopo aver informato sulle peculiarità della Banca etica#, ha posto l'interrogativo circa le possibilità di Basilea 2 di influire sull'innalzamento dei tassi di interesse, anticipando i temi della seconda giornata, moderata da Giuseppe Soluri, presidente dell'Ordine dei giornalisti Calabria, dal titolo "Anatocismo e usura". "È il secondo convegno in Italia ad affrontare il tema del reato di usura nella pratica bancaria e dell'applicazione della legge 108 del 1996, l'unico precedente è quello tenuto a Siracusa nei mesi scorsi" ha affermato Alessandro Andriani, specialista in analisi bancarie, che ha, inoltre, lamentato l'assenza delle istituzioni e della classe politica locale. Nel suo intervento ha dimostrato come il costo del denaro sia oneroso per aziende e privati cittadini; avvalendosi, infatti, del supporto di alcune slides, ha illustrato praticamente come, partendo da un #tasso nominale del 15% si arriva sistematicamente a sostenere interessi di gran lunga superiori, a volte addirittura del 150%. Lo strumento che consente questa rilevazione è il Teg, tasso effettivo globale, ovvero il costo reale che il correntista ha sostenuto per #l'utilizzo di una somma di denaro di proprietà della banca, per la cui determinazione bisogna tenere conto di "tutte le commissioni e remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all'erogazione del credito" (art.1 L. 108/96). Gli interessi anatocistici influiscono in maniera decisiva nel calcolo del Teg. Sull'argomento ha relazionato Daniela Sorgato dello studio legale di Giuseppe Trabucchi, docente dei mercati finanziari all'Università di Verona, delineando il quadro normativo attuale e illustrando i rimedi che l'ordinamento mette a disposizione di quegli utenti che si siano visti addebitare dagli istituti di credito costi non dovuti o comunque costi superiori alla soglia imposta dalla legge. Non solo i privati cittadini e le imprese sono legittimati alla costituzione di parte civile per la restituzione degli interessi anatocistici e usurai, ma recentemente, con un provvedimento del tutto innovativo, il gip di Palmi ha concesso la stessa azione anche al Comune di Rosarno, nel processo incardinato dall'ente per il reato di usura nei confronti dei "vertici" di numerosi istituti di credito. "L'ente, che ha la rappresentanza della comunità locale - hanno affermato le avvocatesse dell'ufficio legale del Comune di Rosarno - subisce un danno in quanto, danneggiando gli imprenditori si provoca la regressione del territorio, distogliendo risorse agli investimenti e alle attività produttive sane". L'economia è il fulcro dello #sviluppo economico e sociale del territorio e quando vacilla quella legale e istituzionale si corre il rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, ma "è necessario che le banche adottino comportamenti diversi di quelli tenuti fino ad oggi, altrimenti rischiano di operare alla stregua delle organizzazioni malavitose" ha tuonato Giacomo Saccomanno, avvocato patrocinante dinanzi alle giurisdizioni superiori e appartenente alla camera arbitrale, asserendo, inoltre, che mafia e politiche del credito fortemente penalizzanti stringono gli imprenditori in una morsa il più delle volte letale. Ad avvalorare tali affermazioni è arrivata, all'apertura del dibattito, la testimonianza diretta di un imprenditore di Gioia Tauro, a capo di un'azienda che occupa ben 272 persone, che, danneggiato dal costo eccessivo del denaro, ha da poco intentato un'azione legale contro le banche. "Ho intenzione di andare via, ma prima voglio vincere questa battaglia di civiltà, voglio che diventi un tassello verso la ricostruzione della certezza del diritto che oggi manca alla nostra# terra" ha detto, non nascondendo l'emozione che ha contagiato anche Adriana Musella, presidente del Coordinamento nazionale antimafia, che ha esordito così: "Mio padre è stato ucciso per fare impresa. Quello che accade al sud non è né legale, né etico, perché esiste una mafia ufficiale e una ufficiosa, che nasconde i mandanti, che cela i nomi dentro i cassetti della burocrazia". I palazzi della politica sono distanti dai problemi reali della gente ed è stato comprovato dalla totale assenza dei politici del territorio. Unico esponente della classe dirigente locale, il consigliere regionale Enzo Sculco che, nel salutare la platea, ha fatto autocritica: "Noi politici non dovremmo limitarci ai saluti, ma dovremmo sederci e ascoltare per capire meglio le dinamiche del credito e cominciare a difenderci da meccanismi che perdurano da decenni; il denaro al sud costa più che nel resto d'Italia". Dell'avviso che sia necessario instaurare un rapporto di sinergia tra gli attori del mondo finanziario e imprenditoriale, è l'onorevole Giuseppe Galati, sottosegretario di Stato al ministero delle attività produttive, che, non potendo presenziare all'incontro ha inviato una lunga lettera. E' necessario, scrive, che le banche riconvertano la propria capacità di operare sul territorio per accompagnare le imprese nel loro processo di avvio, di trasformazione e di consolidamento. Dal canto loro, le imprese devono agire sull'aspetto della trasparenza, affinchè si elimini qualsivoglia asimmetria informativa che tuttora sussiste. Esprimendo, infine vivo apprezzamento per l'iniziativa promossa dalla fondazione, ha auspicato che tutti siano coinvolti come protagonisti nel processo di crescita economica, pur nel rispetto dei propri ruoli.Assente, invece, tutta la classe politica cittadina e provinciale, che fa un gran parlare di sviluppo, ma che ha #disertato la due giorni, forse perché gli argomenti non attenevano a tale tema?Un doveroso ringraziamento, #ha affermato Salvatore D'Ettoris, segretario generale della fondazione, va alle decine di sponsor, dalle imprese agli esercizi commerciali più rappresentativi, alle associazioni, che hanno reso possibile la realizzazione del convegno.

Fonte: 

Corriere del Sud N. 5, 1-15 aprile 2006

Anno: 

2006