09 September 2026

Imprenditori ed esperti ne hanno discusso alla Fondazione D’Ettoris

“Essendo figlia di un imprenditore, so bene come sia difficile fare impresa in Calabria.” Ha esordito cos, la presidente del Coordinamento nazionale antimafia Adriana Musella, al convegno “Anatocismo e usura”, organizzato dalla fondazione D’Ettoris a Bastione Toledo.

“Non è facile - ha dichiarato la Musella - gli imprenditori sono costretti a lottare per superare numerosi ostacoli, non ultimo quello dell’accesso al credito. I tassi di interesse posti dalle banche sono elevatissimi.” “E’ necessario - ha continuato – affrontare il problema, portandolo a conoscenza degli addetti ai lavori, i quali spesso non sono adeguatamente informati.”

Anche Giacomo Saccomanno, avvocato patrocinante presso le giurisdizioni superiori, nel suo intervento ha affrontato la questione dell’accesso al credito e soprattutto del costo del denaro. “Il sistema bancario - ha lamentato Saccomanno – non sostiene gli imprenditori.”

Alessandro Andriani, specialista in analisi bancarie, ha invece analizzato le novità in materia di lotta all’usura introdotte dalla recente normativa.” “La legge 108 del 1996 – ha affermato Andriani - ha fissato dei limiti.” Andriani ha sostenuto la necessità di far sapere che lo Stato ha istituito un fondo per le vittime dell’usura che consente di accendere mutui senza interessi.

Gli altri interventi della giornata sono stati realizzati dall’avvocato Daniela Sogato, che ha relazionato sui profili civilistici dell’anatocismo, e dall’avvocato Rita Greco di Rosarno.

Hanno inoltre partecipato ai lavori, moderati dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria Giuseppe Soluri, il consigliere regionale Enzo Sculco, il segretario dell’Ordine dei commercialisti di Crotone Domenico Arcuri e il presidente del Collegio dei ragionieri di Crotone, Angelo Berlingeri.

Nella prima giornata del convegno, venerdì, il tema affrontato era stato il nuovo accordo internazionale sulla gestione del credito bancario, denominato “Basilea 2”, ed il suo impatto sull’economia internazionale .L’incontro, aperto dai saluti del vice - prefetto vicario Vincenzo Covato e di Antonio D’Ettoris, presidente dell’omonima fondazione,ha visto il susseguirsi di numerosi interventi volti ad analizzare, da diverse prospettive, la situazione sulla quale, dal primo gennaio 2007, si innesterà Basilea 2 e soprattutto le conseguenze di tale applicazione.

Massimo Lanzillotti ha analizzato le novità introdotte dall’accordo.”Basilea 2 – ha spiegato – ha posto in essere una piccola rivoluzione. L’accordo consentirà, infatti, alle banche dei Paesi aderenti, di classificare i clienti in base alla loro rischiosità, attraverso procedure di “rating.”

Anche Sandro Pettinato, referente di Unioncamere, ha sottolineato l’importanza per le imprese italiane di ridurre il quoziente di rischio.”Secondo un’indagine da noi condotta – ha dichiarato Pettinato – su un campione di 7.860 piccole e medie imprese italiane, l’82% di esse avrebbe un rating manifestante una situazione critica o, peggio ancora, una situazione di totale esclusione dai finanziamenti.”

Questa situazione negativa è stata colta dagli imprenditori delle piccole industrie che, in una analisi percettiva presentata dal presidente dell’associazione di categoria, Giuseppe Pugliese, hanno mostrato il loro pessimismo. Il 40% di loro ritiene infatti che i rapporti banca – impresa peggioreranno. “In realtà – ha sostenuto Pugliese – è necessario avviare un percorso di conoscenza della normativa di Basilea 2 anche tra gli imprenditori.” Durante l’ incontro sono intervenuti anche Salvatore Foti, presidente di Crotone sviluppo Scpa, che si è occupato dei rapporti tra le piccole e medie industrie e le banche nella realtà locale Tommaso Marino, vicepresidente della Banca popolare etica.

Valentina Putortì

Fonte: 

Gazzetta del Sud. 26 marzo 2006

Anno: 

2006