19 November 2017

Il bambino con il pigiama a righe

«Il mio voto al libro è 8 perché pensavo che si parlasse di più dei campi di concentramento. Il personaggio che ho preferito tra tutti è Shumel perché pur essendo triste, non lasciava trasparire il suo stato d’animo. Questo libro non lo consiglierei a nessuno perché si parla solo della vita di un bambino non ebreo, quindi non si racconta di come si potesse vivere nei campi di concentramento. “Che cosa vuol dire razza?” Questa è la frase mi ha colpito perché Bruno vuole sapere di più della rete che li separa dall’altro “mondo”».

Benedetta Pia Arabia
I F, I. C. V. Alfieri

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