09 September 2026

Magdi Allam protagonista di un incontro promosso dalla Fondazione D'Ettoris

Crotone - Di Islam e libertà, e di molto altro, si è parlato a Crotone sabato 13 maggio, nell'aula magna del liceo classico "Pitagora", per iniziativa della Fondazione D'Ettoris. È stato invitato a parlare dell'argomento un personaggio di spicco esperto di islamismo, Magdi Allam, vicedirettore ed editorialista del Corriere della sera. Allam ha esordito ribadendo che, per quanto riguarda il terrorismo è necessaria una corretta metodologia della conoscenza, occorre metterci nei loro panni, comprenderli, non usare i nostri parametri anche culturali, non parliamo di quelli politici. Ad esempio l'imam, colui che guida la preghiera in moschea, non è un'autorità religiosa, non è un sacerdote. Nell'Islam non c'è il Papa che incarna e giustifica la retta dottrina delle fede. Poi si deve contestualizzare sul piano storico e temporale – ha continuato Magdi Allam - : l'attuale terrorismo appartiene al dna dei musulmani o è contingente? E' sempre stato così? O fino a 30-40 anni fa era diverso?Allam ricorda che in Egitto – dove lui ha vissuto per vent'anni fino al 1972, per venire poi in Italia - tutto è mutato dopo la Guerra dei 6 giorni nel 1967. Per il vicedirettore del Corriere della sera non dobbiamo appiattirci solo sui "burattini" ovvero gli esecutori degli attentati, ma capire chi sono gli ideatori, i cinici imprenditori della morte. Questi sfruttano la religione per conseguire obiettivi di potere; ciò che consente agli attentati di realizzarsi è la struttura, la fabbrica dell'odio coloro i quali indottrinano la fede del "martirio", presentandolo come livello supremo della spiritualità. Ecco che se non comprendiamo questi passaggi non riusciremo a scardinare la radice dell'odio, il vero problema è la nostra incapacità ad assumere atteggiamenti adeguati al livello della minaccia. Il vero problema - dice Allam - ha radici all'interno dell'Occidente, dobbiamo preoccuparci perché anche in Italia esistono i fermenti filo-terroristici, dobbiamo esigere poi dai politici la responsabilità di fare l'interesse collettivo, così faremo gli interessi anche degli immigrati venuti qui per migliorare la qualità della loro vita, ma gli italiani devono dare l'esempio. Nel suo nuovo libro "Io amo l'Italia. Ma gli italiani la amano? (in uscita il prossimo 6 giugno, ndr) Allam scrive che probabilmente gli italiani hanno perso la loro identità. Non dobbiamo esser costretti a rincorrere gli eventi, come dopo le stragi di Madrid e Londra. Mi rendo conto – afferma il giornalista - che manca la volontà politica di affermare l'interesse nazionale, per non parlare delle disinvolte interpretazioni di alcuni magistrati. Come ha detto Benedetto XVI l'Occidente odia se stesso. Purtroppo con l'alto tasso di analfabetismo, mediamente il 50% per la sponda Sud del Mediterraneo, è più facile che il fanatismo attecchisca. Ma dobbiamo considerare che ci sono terroristi nati in Occidente. Purtroppo - continua Allam - c'è anche collusione ideologica, chi brucia bandiere, chi grida 100 mille Nasirya, è complice, rappresenta un collante ideologico all'insegna dell'antiamericanismo, dell'antisionismo. #Se siamo consapevoli che c'è un a guerra globale, dobbiamo adeguare le leggi a tutela del bene fondamentale della vita. Se uno rilascia interviste e dice "è rotto il patto di tregua con questo stato, è lecito attaccare obiettivi nelle città" che facciamo? Vedi il caso Abu Omar, predicatore d'odio, colluso coi terroristi, a viale Jenner faceva questo, non andava "rapito" dagli agenti Usa? Probabilmente no, ma ci vogliono leggi. Si deve far riferimento ad un sistema di valori condiviso, ad un collante accettato da tutti e garantito dalle leggi uguali. Chi ha la gestione del potere deve affermare una logica da statista e non da politicante, in emergenza bisogna saper assumere decisioni per l'interesse nazionale prescindendo dalle logiche partitiche, no alla politica della mediazione che vuol accontentare un pò tutti, non pensiamo che se ci ritiriamo dall'Irak i problemi finiscono. Dobbiamo affermare una realtà di islam compatibile, favorire la piena integrazione degli immigrati, la libertà religiosa, di tutte le fedi, l'integrazione non può essere un optional. Sono intervenuti all'incontro anche Angelo Gazzaniga, portavoce dei "Comitati per le libertà" e Stefano Magni, saggista, curatore per Rubbettino del testo "Stati Assassini, la violenza omicida dei governi", saggio di Nathan Sharanski.Introdotti dal presidente dell'omonima Fondazione, Antonio D'Ettoris, i lavori sono stati coordinati da Filippo Salatino segretario del centro studi delle Acli "Marco Biagi".

Fonte: 

Corriere del Sud N. 7, 15-30 maggio 2006

Anno: 

2006