09 September 2026

Fondazione D’Ettoris, seminario al Pitagora
Alle radici della nostra cultura

“Magna Europa / Aspetti e momenti storico-culturali” è il tema del seminario di studi che avrà luogo dall’1 al 5 marzo nell’aula magna del Liceo classico Pitagora, organizzato dalla biblioteca “Pier Giorgio Frassati”, della Fondazione D’Ettoris. Nel corso dei vari incontri si alterneranno al tavolo dei relatori il presidente nazionale di Alleanza Cattolica nonché direttore della rivista “Cristianità”, Giovanni Cantoni; Francesco Pappalardo, Marco Respinti, Paolo Mazzeranghe e Sandro Petrucci. Pubblichiamo a seguire un intervento del presidente della Fondazione Pino D’Ettoris.

Perché un seminario di conoscenza ed approfondimento, non di semplice informazione ma, realmente, di “formazione” sull’Europa? È davvero necessario “saperne di più” della storia antica e recente, della cultura, delle lingue, delle tendenze, di usi e costumi, degli europei? Non ci si dice forse che “l’Unione” (o l’orrendo neologismo, “Eurolandia”, che spesso si usa), pensa – e deve pensare – solo alla dimensione economica, anzi “peggio” finanziaria, monetaria ed amministrativa? Bruxelles e Strasburgo non si preoccupano forse di tutto quel che “interessa” a questi famosi “cittadini europei”? Francamente non c’è bisogno di essere sociologi (o quelli che possiamo definire la loro “versione adolescenziale” i sondaggisti) per sapere che non bastano né l’Euro né le direttive dei “Commissari” per cementare un’autentica Europa dei popoli in carne e ossa (in memoria, tradizioni e interessi, certo) e delle nazioni (in ethos, territorio e PIL, perché no).

L’Europa non è un continente geografico, ma un continente “culturale”, una “casa comune” nata dallo spirito della Grecia antica e della romanità, grazie agli apporti dei popoli celtici, gemanici, slavi, ugro-finnici, della cultura ebraica e del mondo islamico, armonizzati, consolidati e promossi dalla, e nella, tradizione giudeo-cristiana.
E, in prospettiva geoculturale, oltre le esigenze anacronistiche e disarticolate delle ottiche nazionalistiche del secolo XIX e di quelle ideologiche e totalitarie del secolo XX, nasce la proposta di un seminario articolato sulla costruzione della Grand’Europa, dell’Europa “fuori dall’Europa” (in primis quindi il Nord America e l’Ibero America, nonché quelle rilevanti parti di Africa, Asia ed Oceania, che sono state fecondamente” ibridate” dalla presenza degli “occidentali”) dell’Europa culturale fuori dall’Europa geografica, presentata, suggerita piuttosto, per flash, senza assolutamente pretese di esaustività. Aspetti e momenti storico-culturali vanno quindi a costituire altrettanti pannelli utili non solo per un più corretto accostamento al passato, alla storia, ma indispensabili come premesse per un più realistico approccio politico-culturale al presente e un fondato orientamento nel futuro prevedibile. Perché non solo chi non rammenta e quindi fa tesoro degli errori e delle tragedie del passato, spesso è costretto a rivivere – in forme simili o comunque analoghe – tali problemi; ma, soprattutto chi ha come compito primario studiare, insegnare, o governare, dovrebbe sempre tenere a mente il monito del “grand’europeo”, il nordamericano Russel Kirk “Chi sbaglia cultura sbaglia politica”.

Fonte: 

Il Crotonese. 27 febbraio – 1 marzo 2004 N.16

Anno: 

2004