18 November 2017

La pianista di Auschwitz

«Il mio voto al libro è 10 perché mi ha appassionato la storia di Hanna. Anche se la vita nei campi di concentramento era brutta, noiosa e senza colore, grazie alla musica la sua vita cambiò in meglio. Il personaggio che ho preferito è Hanna, una ragazza che dalla vita spaventata, suonando per i nazisti, cambia la sua vita e quella della famiglia che diventa felicissima e colorata. Questo libro lo consiglierei a tutti perché bisognerebbe ricordare cosa hanno potuto provare quelle povere persone rinchiuse nei campi di concentramento. “Suona qualcosa”: questa è la frase mi è piaciuta perché incoraggiarono Hanna a suonare, ma lei, per paura di venire scoperta, non ebbe nemmeno il coraggio di sfiorare un tasto del pianoforte».

Benedetta Pia Arabia
I F, I. C. V. Alfieri

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