La conferenza organizzata dalla Fondazione D'Ettoris
Venerdì 23 gennaio, nell'aula magna del Liceo classico "Pitagora", le luci si sono accese su il "Il ritorno sacro", conferenza organizzata dalla "Fondazione D'Ettoris" e dalla sua Biblioteca, la "Pier Giorgio Trassati". Presentava la relazione del prof. PierLuigi Zoccatelli, Antonio D'Ettoris; cui sono seguite l'introduzione del prof. Vittorio Emanuele Esposito, preside del "Pitagora", e la conclusione dell'arcivescovo mons. Andrea Magione. Tra le personalità intervenute, l'assessore regionale alla Forestazione, Dionisio Gallo. "Perché una conferenza sul ritorno del sacro", ha spiegato D'Ettoris: "Intanto perché essa prende spunto dal bel libro-indagine sulle religioni in Occidente di Rodny Stark e Massimo Introvigne, dal titolo "Dio è tornato", che troverete molto interessante; e poi per annunciare che a questa prima iniziativa della Fondazione farà seguito un seminario dall'1 al 5 marzo - titolo del tema: La Magna Europa - su apetti e momenti storico culturali in relazione anche agli altri tre continenti. Al seminario parteciperanno studiosi di fama internazionale, come il prof. Francesco Pappalardo, dell'Università La Sapienza di Roma, del quale sarà presto pubblicata la ricerca: La questione del del demanio della Sila di Calabria. La Fondazione rilascerà inoltre ai partecipanti al seminario il primo credito formativo per laurea e per docenti". Col freddo che tira in questi giorni, si sentiva proprio il bisogno di un bel focherello di passioni religiose per scaldare un corpo ed una mente intorpiditi. Ma quello che ci ha raccontato il dott. Pier Luigi Zoccatelli, sociologo ricercatore del Cesnur residente a Torino, è altro che un focherello: è l'esplosione di una religiosità che dilaga nell'Occidente postmoderno come una cascata lavica inarrestabile. Una volta si vedeva scritto sui cartelli stradali e sui muri cittadini "Dio c'è". C'era bisogno di ribadirlo: erano gli anni della crisi dell'industrialismo e della fede infinita nel miracolo tecnologico, delle ideologie e della cultura "movimentista", ma soprattutto era la crisi dell'uomo e delle sue certezze. Allora, dopo una lunga stagione in cui si era cantato che "Dio è morto", c'era bisogno di resuscitarlo: si sa come la scuola sociologica e psicoanalitica di Francoforte spiegava queste cose: il figlio ripudia e uccide il padre per divorarlo e prenderne il posto, tranne poi a divinizzarlo per creare il consenso intorno al nuovo potere (divorandolo e introiettandolo, io sono espressione del divino). Non era una delle tante teorie per buttare giù dal piedistallo gli idoli di ogni razza e cultura, e per riaffermare la centralità dell'uomo nel suo cammino storico. "Compito della sociologia è quello di fotografare alcuni fenomeni della società, non di giudicare se siano buoni o cattivi", ha spiegato Zoccatelli. "E' con l'ingresso nella cosiddetta postmodernità, banalmente, il periodo che succede alla modernità, databile più o meno da 1789 alla caduta del muro di Berlino, si sono verificati cambiamenti significativi e durevoli negli ambiti socio- politico, socio-culturale, socio-economico e socio -religioso: quelli che sono i quattro pilastri delle grandi comunità occidentali". In estrema sintesi, il tentativo del razionalismo e del positivismo, comtiano, del marxismo, dello scientismo e del relativismo poi, hanno coi loro teoremi l'arduo tentativo di sostituire la ragione alla fede. Il criterio comtiano della storia tripartita (1° approccio quello magico; 2° il teologico, sostitutivo della superstizione; 3° il laico come processo di sacralizzazione), acclarato da Harvey cox con la sua opera "La città secolare", e da lui stesso sconfessata 30 anni dopo, è fallito. Ed oggi, con la nascita delle nuove religioni e nuove religiosità (614 in tutto il mondo), con l'arretramento di atei ed agnostici che diventano minoranza, "il ritorno del sacro, di cui stanno beneficiando le comunità maggioritarie, è una novità sociologica strutturale", ha spigato Zoccatelli. Attenzione però: " In molti casi si tratta di un 'credo a modo mio', di un credere senza appartenere… E' un sacro deistituzionalizzato e sincretizzato". E se la secolarizzazione diminuisce quantitativamente, dall'altra parte migliora qualitativamente: tutto il contrario dell'attuale "mercato delle religioni", che si frammenta e perde la profondità delle religioni rilevate. Per il prof. Esposito,"voce dissonante" - com'egli si dichiara - in questa disamina, " è l'individuo umano, capace di contenere in sé il mistero dell'universo, il vero miracolo che deve accomunare persone e popoli". Il vescovo Mugione, dopo aver snocciolato alcuni numeri (esempio dell'albero per descrivere il vasto e vario modo dei fedeli) a dimostrazione di un rialzo della religiosità, ha concluso con una riflessione: "Non ci si deve affannare nella ricerca di un credo, di qualcosa che ci avvicini al Divino. La religione rivelata è una manifestazione della via che Dio ci offre. E' la religione non dell'uomo ma per l'uomo. Così come ha detto Gesù nell'ultima cena: 'Io sono la via, la verità e la vita'". Dio dà e Dio toglie, ed oggi è tornato non a reclamare un successo di cui non ha bisogno, ma a separare il grano dal loglio.
Pino Pantisano