09 September 2026

Imprese gracili, l’usura è una conseguenza
Foti (Crotone sviluppo): “Le banche favoriscono la liquidità di denaro”

Basilea 2: il recente trattato che riguarda il mondo bancario, le oltre 5 milioni di aziende italiane e i 785 istituti bancari, che modificherà di fatto le modalità di accesso al credito, ha rappresentato l’oggetto di discussione della prima parte del convegno “Anatocismo ed usura”, tenutosi nel pomeriggio di ieri presso il Bastione Toledo, organizzato dalla Fondazione D’Ettoris, con il patrocinio dell’ Ordine degli avvocati di Crotone, dei dottori commercialisti, del collegio dei ragionieri e dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Crotone. L’introduzione è stata curata da Antonio D’Ettoris, presidente della Fondazione, mentre il vice prefetto Giuseppe Covato ha portato i saluti del prefetto Francesco Musolino. Sandro Pettinato, referente Unioncamere, ha parlato di Basilea 2 come un’opportunità, ma anche un rischio, poiché potrebbe essere l’occasione per operare una scrematura dei clienti più piccoli, a tutto vantaggio di quelli più sicuri e più grandi . Pettinato ha poi spiegato che i tassi bancari al sud sono più alti perché l’impresa nel Mezzogiorno è meno solida, ed un contenzioso tra una banca e un’impresa del sud dura anche 13 anni. E chi paga le conseguenze di tutto ciò, è sempre l’ impresa. Giuseppe Pugliese, presidente della Piccola industria, si è soffermato sul negativo impatto che la normativa ha avuto sulla piccola e media impresa, e secondo la sua analisi, il 40% dei piccoli e medi imprenditori dicono che il rapporto tra banca – impresa peggiorerà, cosi come il tasso d’interesse e l’accesso al credito, dato questo, che non facilita certo lo sviluppo. “Dopo aver svolto un’analisi macroeconomica, dico che le nostre imprese sono estremamente deboli e gracili e sono di proprietà di famiglie che invece sono ricche – ha poi aggiunto Salvatore Foti, presidente Crotone Sviluppo – e che negli anni buoni hanno trasferito risorse dall’impresa alla propria economia personale. Ed in questo momento dunque le banche dovrebbero aiutare a fare il percorso inverso, cioè consentire che attraverso i patrimoni personali si possa creare nuova liquidità, a condizione che venga investita nelle aziende, in modo tale che le aziende possono essere adeguate in relazione a Basilea 2, e quindi di poter affrontare il futuro con meno rischi. Ed il fenomeno dell’usura è solo una conseguenza della situazione che noi viviamo. E’ come una febbre alta, ma non è quella che bisogna curare, ma le motivazioni che l’hanno provocata. Le difficoltà preesistono indipendentemente dall’usura. E l’unico meccanismo in grado di garantire un cambiamento a questo territorio, è il turismo, perché il nostro problema è ricreare flussi di ricchezza che possono ridare una vivibilità minima”. Gennaio 2007, data in cui Basilea 2 entrerà in vigore è vicino, e cosa accadrà lo spiega Massimo Lanzillotti, esperto Basilea 2. “E’ un nuovo accordo sul capitale, che valuterà il fattore rischio con più ponderazione. Ogni impresa infatti, avrà una sua classe di rischio, e il razionamento del credito sarà un vero problema, perché molte imprese fanno parte di classi di raiting molto basse, con relativi problemi di finanziamento o affidamento bancario”. Tommaso Marino, vice presidente della Banca Popolare Etica, ha puntato la sua attenzione su “Patti chiari”, che in pratica tende a stabilire un corretto rapporto tra banca e cliente, “e noi lo intendiamo come rapporto tra banca e territorio, e siamo l’unica banca che permette di sapere con massima trasparenza a chi abbiamo dato i soldi, quanto gli è stato dato e per che cosa. Tutto ciò perché non vogliamo avere a che fare con imprese che inquinano il territorio”.
Questa mattina, la seconda parte del convegno con l’apertura di Adriana Musella, presidente di Riferimenti.

Marco Basile

Fonte: 

Il Quotidiano. Sabato 25 marzo 2006

Anno: 

2006