09 September 2026

Con le parole bisogna stare attenti,

altrimenti si risulta pungenti .

Bullo, tu pensi di avermi dato un fiore,

invece hai trafitto il mio cuore…

 

Le parole hanno un peso,

nessuno ne esce illeso.

Per entrare nella mia fortezza,

c’è bisogno di dolcezza e gentilezza.

 

In un mondo di colore,

tu porti gran dolore,

ma tutti possiamo cambiare,

io ci continuo a sperare.

 

Le parole hanno un peso,

spero di aver frainteso!

E no, io non mi arrendo,

Le più invidiose nel mondo delle fiabe sono sicuramente le sorellastre di Cenerentola, in un mondo in cui la bellezza doveva venire prima di tutto. Erano più ricche di lei, ma molto più brutte e sgraziate. C’è poi la regina cattiva, che invidiosa della giovinezza di Biancaneve, chiede al cacciatore di strapparle il cuore, così da tornare ad essere lei, la più bella del reame!

 “Il club degli imperatori” pone l'accento su una verità scomoda: educare non garantisce sempre una trasformazione profonda delle persone.

Se potessi tornare indietro nel tempo, tornerei a quando avevo sei anni. Non perché voglio essere più piccolo, ma perché vorrei riavere il mio papà. Tornerei a quella mattina in cui l’ho visto per l’ultima volta. Non sapevo che sarebbe stato l’addio.

Ricordo che tutti mi dicevano: “Ora il tuo papà è una stella, ti guarda da lassù.” Ma io non volevo una stella, volevo il mio papà. Volevo che mi prendesse in braccio, che mi raccontasse le sue storie di quando era bambino.

Invidia e cattiveria

rendono il cuore una pietra

e di fronte a loro, sono seria,

ogni forma di gentilezza arretra.

 

Tutti quelli che ridono alle spalle

pensano di non far del male

come Trilussa alle farfalle,

ma in realtà non sanno amare.

 

Invidia e cattiveria

non regalano calore

la loro onta è deleteria

e spengono anche il cuore.

 

Ma la fiducia in sé e negli altri

dona sempre conforto.

Esiste il rispetto…

Te ne sei accorto?

Durante una partita con gli amici giocata senza scarpe, c’è un osservatore che lo nota. Pelé approda alla competizione a soli 17 anni e ne diventa protagonista assoluto: il padre ascolta la partita tramite una radiolina, consapevole di aver insegnato al figlio uno stile unico, di cui Pelé gli sarà grato per tutta la vita, ma è tutto il Brasile che osserva il ragazzino dal piede magico ed esulta per la vittoria.

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