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Nota dell'editore
«Chi non vive per servire non serve per vivere». In questa frase, pronunciata da Papa Francesco in alcuni suoi discorsi, credo possa riassumersi l’esistenza del M° Vincenzo Scaramuzza. Nato in una famiglia di musicisti, Scaramuzza ha vissuto costantemente in simbiosi con la musica e al servizio dei suoi allievi esercitando la sua attività con infinita passione e grande umiltà. L’umiltà è infatti la virtù che, più di ogni altra, risalta nella persona del Maestro; non era solito assistere ai concerti dei suoi allievi, non si lasciava ammaliare da premi o riconoscimenti pubblici che pure ricevette in vita, ha terminato il suo percorso terreno nel più completo dono di sé: malato, in un letto, continuando a fare lezione fino alla fine. Eppure “non del tutto morirà”, come scrive tra le pagine di questo bellissimo libro il mio amico Elio Cortese. Scaramuzza è una figura d’altri tempi il cui ricordo rimarrà indelebile proprio perché non ha mai agito con lo scopo di diventare importante. Ecco cosa dovremmo recuperare oggi: lo spirito di quei tempi, lo spirito di Scaramuzza. Solo se umiltà e purezza delle intenzioni si incontreranno, potremo sperare in una società costruita per il bene dell’uomo. Con il cuore colmo di gratitudine, ringrazio tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita del progetto “Vincenzo Scaramuzza, genio internazionale della musica”: mio zio Alberto D’Ettoris, per averne proposto alla Fondazione la realizzazione, il direttore artistico, prof. Francesco De Siena, per l’attenzione a ogni dettaglio, la direttrice della biblioteca Pier Giorgio Frassati, Maria Grazia D’Ettoris, per averne curato con passione e competenza la direzione tecnica, la brillante regista, Maria Pia Cerulo, per la produzione del primo docufilm su Vincenzo Scaramuzza diffuso in tutto il mondo. Un pensiero di profonda riconoscenza rivolgo alla prof.ssa Angela Floccari, curatrice del presente volume, senza la cui dedizione credo che difficilmente il progetto avrebbe potuto raggiungere i suoi scopi. Un particolare ringraziamento esprimo infine a Eleonora Costa, valida, stretta e, ormai, fa miliare collaboratrice della Fondazione D’Ettoris. Mi unisco anche, naturalmente, ai ringraziamenti di Angela Floccari nei confronti di tutti coloro che – musicisti e parenti – hanno accettato di intervenire nel docufilm e nel libro.
Antonio D'Ettoris
(Presidente Fondazione D'Ettoris)
