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Durante una partita con gli amici giocata senza scarpe, c’è un osservatore che lo nota. Pelé approda alla competizione a soli 17 anni e ne diventa protagonista assoluto: il padre ascolta la partita tramite una radiolina, consapevole di aver insegnato al figlio uno stile unico, di cui Pelé gli sarà grato per tutta la vita, ma è tutto il Brasile che osserva il ragazzino dal piede magico ed esulta per la vittoria. Colpiscono il talento di Pelé e la sua voglia di emergere e di affermarsi nel mondo del calcio, nonostante la sua povertà; ed è proprio la povertà, che sembra oscurare ogni speranza, a far emergere i grandi campioni che la natura umana riserva, grazie allo sport. Oggi il calcio è molto cambiato: le società ricche e indebitate, motivate dalla sete di comprare giocatori a prezzo milionari, contrastano con la semplicità di un calcio, quello di Pelé, che ancora oggi emoziona e che può essere da insegnamento per le leve future. Il messaggio che Pelé vuole trasmettere è proprio questo: il calcio come sacrificio, umiltà e rispetto. Il riscatto di un padre che silenzioso guarda il proprio figlio aiutandolo a raggiungere quella gloria che lui stesso non ha raggiunto, ha fatto di Pelé il più grande giocatore che noi tutti conosciamo. La parte del film in cui la madre del campione in lacrime consola il proprio figlio invitandolo ad andare avanti nonostante le difficoltà, è stata una scena di forti emozioni che io personalmente vivo ogni giorno: i sacrifici di mia madre sono per me motivo di crescita e di orgoglio e le sue lacrime nei momenti di stanchezza mi aiutano ad essere forte tutti i giorni, di fronte alle difficoltà che quotidianamente affronto. Così come Pelé, anche io mi auguro un giorno di riuscire a realizzarmi, mettendo in pratica gli insegnamenti e i valori che oggi i miei genitori stanno cercando di trasmettermi, non stancandomi mai di ringraziarli per tutto ciò che fanno per me.
Andrea Marchio - II D I.C. A. Rosmini Plesso Anna Frank, 2023