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Se potessi tornare indietro nel tempo, tornerei a quando avevo sei anni. Non perché voglio essere più piccolo, ma perché vorrei riavere il mio papà. Tornerei a quella mattina in cui l’ho visto per l’ultima volta. Non sapevo che sarebbe stato l’addio.
Ricordo che tutti mi dicevano: “Ora il tuo papà è una stella, ti guarda da lassù.” Ma io non volevo una stella, volevo il mio papà. Volevo che mi prendesse in braccio, che mi raccontasse le sue storie di quando era bambino.
Se potessi tornare indietro nel tempo, parlerei di più con lui. Gli farei più domande. Gli chiederei quali erano i suoi sogni, cosa gli piaceva fare da bambino, quale fosse il suo colore preferito. Quando ero piccolo non pensavo che il tempo potesse finire così presto. Pensavo che il mio papà sarebbe sempre stato lì.
Sono passati sei anni senza di lui. Sei anni in cui ho imparato a vivere con il vuoto che ha lasciato. Sei anni in cui ho cercato il suo volto nelle foto, il suo profumo nei vestiti che la mamma ha conservato. Sei anni in cui ho sognato di sentirlo chiamare il mio nome un’ultima volta.
Ma il tempo non torna indietro e tutto quello che mi resta di lui è nei miei ricordi.
Ogni volta che chiudo gli occhi e penso a lui, sento il suo abbraccio. Forse è vero che le stelle ci guardano dall’alto, sicuramente è vero che il mio papà è sempre accanto a me.
FRANCESCO DANESE, 2 E, I.C. ROSMINI – GIOVANNI XXIII PLESSO A. Frank