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“Il club degli imperatori” pone l'accento su una verità scomoda: educare non garantisce sempre una trasformazione profonda delle persone.
Il professor Hundert, la sua “missione” non si limita ad essere quella di insegnare semplici "eventi" agli studenti, ma si propone di plasmare cittadini e individui di valore superiore. Questo riesce sempre a farlo grazie a tutta la passione che mette nel suo lavoro e nel cercare di essere un cittadino onesto e giusto. Troverà delle difficoltà nel farlo con Sedgewick Bell, quando si unisce alla classe. Questa dinamica tra il docente paziente e lo studente ribelle mette ancor più in evidenza l’animo del professore, che crede fermamente nella possibilità di influenzare positivamente i giovani attraverso il dialogo e la cultura.
Il punto centrale di questo film riguarda sicuramente la crescita e il cambiamento personale che non possono essere assicurati.
A volte le persone rimangono esattamente come sono, nonostante abbiano ricevuto lezioni eccellenti o fatto la conoscenza di persone meravigliose. Hundert si rende infatti conto che nonostante si impegni al massimo, alcuni studenti continuano a preferire la strada più facile, egoista e superficiale.
È importante notare come il professore non sia perfetto, commette anche lui errori, questo lo rende umano, una persona in grado di riconoscere la sua integrità e le sue fragilità. Non sempre il bene trionfa e l'impegno non è sempre ricompensato, ma è comunque importante tentare, rimanendo fedeli ai propri valori.
Il film è riuscito a mostrare come le persone siano brave ad approfittarsi di chi è in buona fede. Sono tutti bravi a fingere all’inizio, ma prima o poi il vero lato di ognuno di noi esce sempre fuori. E sono convinta del fatto che chi “gioca sporco” non riuscirà mai a vivere una vita in piena serenità e felicità, perché continuamente logorato dal pensiero di come sarebbe potuta andare se prima di agire in modo sbagliato, ci fosse stata più riflessione.
SERENA SPROVIERO, 4 D, LICEO SCIENTIFICO FILOLAO