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Le più invidiose nel mondo delle fiabe sono sicuramente le sorellastre di Cenerentola, in un mondo in cui la bellezza doveva venire prima di tutto. Erano più ricche di lei, ma molto più brutte e sgraziate. C’è poi la regina cattiva, che invidiosa della giovinezza di Biancaneve, chiede al cacciatore di strapparle il cuore, così da tornare ad essere lei, la più bella del reame!
L’invidia può portare un essere umano a scegliere la strada del male, ad essere il “lupo cattivo” delle fiabe. I malvagi ci sono sempre stati e le fiabe ce lo ricordano, ma quello che dovremmo fare tutti, è imparare a riconoscere le nostre emozioni e cercare di non trasformarle in azioni negative.
A volte l’invidia può portare anche i bambini e i ragazzi ad assumere brutti comportamenti, quando ci comportiamo in modo scortese verso gli altri o quando desideriamo sempre di più, senza apprezzare quello che i nostri genitori fanno già per noi.
Le fiabe hanno lo scopo di lasciare un insegnamento, perché ci fanno capire cosa è il bene e cosa è il male, e ci ricordano che alla fine c’è sempre l’eroe che vince sulla cattiveria. Quindi di fronte a chi si comporta male, dovremmo riuscire a capire da che parte stare. Comprendere l’invidia e la cattiveria può aiutarci a comportarci meglio, con empatia e con gentilezza nei confronti di tutti.
EMANUELE MONTALCINI, I D, I. C. ROSMINI – GIOVANNI XXIII, PLESSO A. Frank