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La visione del film "Il club degli imperatori" presso la biblioteca "Frassati", suscita riflessioni profonde sul ruolo dei professori nei confronti degli alunni e sull’integrità morale di ciascuna persona. Il protagonista del film è un professore americano, in un importante college, in una delle sue classi vi è un alunno particolare, figlio di un influente e potente politico del luogo. Lo spirito con cui il professore ha sempre portato avanti la propria professione è quello non solo di formale uomini didatticamente e culturalmente preparati ma, anche e soprattutto uomini con principi e valori morali. Non si limitava cioè ad una formazione puramente scolastica dei suoi alunni ma si sforzava di essere per loro esempio di rettitudine e onestà. Questo aspetto educativo non piaceva affatto allo studente figlio del politico che non aveva neppure un buon rendimento scolastico. Nel tentativo di recuperarlo, il professore prova a parlare con il padre del ragazzo dal quale però non trova alcun sostegno poiché gli viene detto che non rientra nel ruolo del professore la cura della sfera personale degli studenti. Malgrado ciò, il rimprovero da parte del padre porta Sedgewick ad impegnarsi maggiormente e ad ottenere buoni miglioramenti. Il professore apprezzando la volontà dello studente decide di premiarlo facendolo partecipare ad una gara di storia tra gli alunni più bravi e lasciando così fuori dal concorso uno studente che aveva sempre dimostrato impegno e profitto. Nello svolgimento della prova però il professore si accorge che Sedgewick stava barando perché dalla manica copiava le risposte esatte. Non riuscì a far sospendere la gara ma, in corso d’opera cambiò le domande mettendo a nudo l’impreparazione del suo candidato. Anche dopo molti anni, la situazione si ripropose esattamente nello stesso modo quando lo sconfitto collegiale diventato anche egli un importante politico, volle riorganizzare la rivincita. Ed infatti anche questa volta alle domande del professore tentò di rispondere grazie ai suggerimenti che gli arrivavano da un auricolare. Il vile trucco però anche questa volta fu capito dal professore che non poté far altro che constatare il suo fallimento nei confronti di questo alunno. Mi è piaciuto molto questo film perché l’impegno sotto il profilo umano del professore nei confronti dei suoi alunni è proprio ciò che mi auguro di trovare nei miei insegnanti. Sono convinta che oltra all’aspetto didattico poter avere dei riferimenti umani sia particolarmente formativo per ciascuno di noi. Proprio come nel film, l’insegnamento dovrebbe andare oltre i libri ed arrivare oltre che alle menti anche al cuore. L’onestà del professore, prima di tutto con se stesso e poi, con i suoi alunni, ha prevalso anche quando sarebbe stato più comodo ignorare comportamenti sleali e non corretti. Ha cioè, in prima persona, con le sue scelte ed il suo insegnamento, testimoniato a tanti dei suoi ragazzi, la coerenza tra le sue scelte ed i suoi principi diventando un vero e proprio esempio per le generazioni a cui insegnava.
Letizia Colacino
Racconto.
Mi ricordo ancora il mio primo giorno al college,quando entrai nell’aula e mi presentai. Era una classe bellissima:erano tutti ben preparati,rispondevano alle domande,insomma,una classe modello. Mi ricordo anche quando venne il ragazzo nuovo,Sedgewick Bell;era un tipo viziato,il solito buffone,che se parla è per prendere in giro gli altri. Col passare dei giorni tutta la classe seguì il suo esempio,e dalla classe migliore,diventò la peggiore. All’ultimo compito in classe,Sedgewick si impegnò così tanto che mi ritrovai davanti due compiti: il suo e quello di Martin,il più bravo della classe. Sapevo che l’altro compito era migliore,ma decisi comunque di far partecipare alla gara annuale del “club degli imperatori”, il signor Bell. Mi fidavo di Sedgewick,credevo in lui,pensavo che ce l’avrebbe fatta. Il giorno della gara erano in tre,ma diventarono subito due:Sedgewick e un altro ragazzo. Notai un comportamento strano da parte del signor Bell,ma non mi soffermai molto. Poi,ad un tratto,mi sentii fallire,stava copiando. Chi copiava,diceva la regola,veniva automaticamente squalificato. Il preside,però,mi fece continuare. Così cambiai le domande,a cui Sedgewick non seppe rispondere,così perse la sfida. Questa perdita causò al ragazzo un crollo totale:ricominciò a non studiare,a comportarsi male. Perché avrebbe dovuto copiare? E’ una domanda a cui ancora non so rispondere.
Dopo 25 anni mi arrivò la notizia che il signor Bell desiderava incontrarmi per riprendersi la rivincita. Io,con un po’ di rammarico,accettai la sua proposta. Ormai Sedgewick era un uomo,aveva una bellissima villa,una brava moglie,e due bambini. Era tutto molto piacevole. Il giorno della sfida arrivò in fretta;c’erano tutti i miei vecchi alunni,ormai grandi. Cominciai con le domande,tutto procedeva bene.
Ma,ad un certo punto,mi accorsi che Sedgewick premeva sull’orecchio destro,come se avesse un dolore. Ma,ahimè,non era un dolore:c’era qualcuno che gli suggeriva le risposte tramite un cip che il signor Bell teneva nell’orecchio. Mi sentii fallire di nuovo,perché l’ha fatto? Cambiai le domande,come ai vecchi tempi,e Sedgewick non seppe rispondere. Forse non sono stato un buon maestro con lui,forse gli stavo antipatico,o forse voleva solo prendermi in giro. Sedgewick non aveva imparato niente,era un uomo,ma senza principi e senza virtù,e l’avrebbe capito da solo. Ho dato troppa fiducia a lui,che magari meritava Martin.Ancora oggi insegno e soprattutto educo i ragazzi al rispetto e all’onestà perché,come Aristofane scrisse una volta,«la gioventù invecchia,l’immaturità si perde via via,l’ignoranza può diventare istruzione e l’ubriachezza sobrietà,ma la stupidità dura per sempre.»
Marta Spagnolo
Il film è ambientato in un college americano, il cui nucleo ruota intorno ad una gara, avente come argomento la storia dell’antica Roma. Un ex allievo, ora diventato un importante personaggio, raggruppa in un albergo i vecchi compagni di scuola, con lo scopo di effettuare una nuova competizione, e con arbitro lo stesso professore di allora. Lo scopo dell’invito in realtà mascherava un motivo abbietto, ovvero quello di trovare consensi, quindi voti, per una eventuale elezione politica. Ora come allora, egli bara, ma il professore se ne accorge; quindi segue tra loro uno scontro verbale, ed il prof ammonisce “l’importante personaggio” che non bisogna ricorrere a trucchi per vincere, ma occorre superare gli ostacoli con il merito. L’ex allievo, però, non è dello stesso avviso, sostenendo che per andare avanti non bisogna tanto guardare ai mezzi, ma essere concentrati sul fine, a qualunque costo. Ognuno rimase del proprio parere, dando spunti così, a delle riflessioni. Il film mostra come in una società le persone non siano tutte uguali: molti beneficiano di privilegi che non sono stati conquistati con il merito. Le chances per raggiungere traguardi importanti nella vita, sono piuttosto limitate. Sta a ciascuno di noi impegnarsi a fondo per cercare di realizzarsi, in una società estremamente competitiva. Innanzitutto, occorre studiare con diligenza e costanza, così da essere preparati per affrontare la vita da adulti. Inoltre, serve partecipare alle varie iniziative della società, ed essere accorti a non lasciare ad altri il compito di decidere al posto nostro. Bisogna reagire ai soprusi; anche nel film è stato detto che il carattere di un uomo è il suo destino. In Italia ,purtroppo, non i più capaci e meritevoli si collocano tra le prime posizioni nella scala sociale, ma spesso i posti migliori vengono occupati da personaggi di discutibile valore. Così come nel film, anche nella vita reale pur di vincere si usano trucchi e stratagemmi. L’onestà e l’impegno non sempre pagano; eppure sono i valori guida che noi giovani dobbiamo avere come faro, altrimenti la società non può che regredire, con un impoverimento generale.
Federica Pesce
II F, I.C. A. Rosmini scuola media Anna Frank
Professoressa Rita Piperissa , anno 2014/2015
