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Questo film ha un significato: non si deve mai stare soli se si vuol essere felici.Il protagonista del racconto è un bambino che si chiama Max.Questo bambino immagina un vero e proprio mondo dove ci sono dei mostri che lo rispecchiano e che rappresentano la sua paura nel rimanere da solo e la turbolenza della famiglia. I mostri vivono in solitudine estraniati dal mondo reale, infatti Max cerca di risolvere la solitudine con amore e perdono. In questo film c ’è un mostro di nome Carol che è uguale e identico a Max, il suo riflesso; entrambi sono nervosi e scontrosi verso tutti. L’esperienza con i mostri serve a Max per capire che deve amare la sua famiglia e non deve essere scontroso con essa. Il protagonista è un bambino iperattivo e, da molto tempo, mi pongo dei perché sul suo conto. Ho capito che era quasi solo e nessuno lo ascoltava, inoltre, il papà non c’era più per lui quindi la madre si è fatta un’altra vita e ha trovato un altro; Max pensava che quell’uomo avesse potuto portare via sua madre, inoltre la sorella non giocava mai con lui e, invece, usciva con gli amici. Max, stando con i mostri, capisce che anche lui ha delle responsabilità e, alla fine del film, viene fuori che il ragazzo ne comprende il motivo. Io posso capire Max perché anche io ho perso mio padre e mia madre ha trovato un’altra persona. Infatti anche io prima ero furibondo perché non avevo un padre;adesso, invece mi sento più tranquillo perché ho trovato un vice papà. Io sono felice e non ho paura che questo nuovo mio papà mi possa portare via la mia mamma. Insomma, io, un po’… sono come Max.
Fausto Rotella
IC, I.C. A. Rosmini scuola media Anna Frank
Professoressa Raffaela Gerace, anno scolastico 2014/2015
Il libro racconta le avventure immaginarie di un bambino di nome Max che non si sente capito dalla sua famiglia e rimanendo solo nella sua camera si perde in un mondo di mostri selvaggi e strane creature. I mostri cattivi rappresentano le paure di Max e i litigi con la sua famiglia. Max infatti era un bambino iperattivo, questo perché soffriva di solitudine e non sentendosi ascoltato, si arrabbiava e si chiudeva in un mondo tutto suo, dove capì, che se si vuole essere felice non si può stare da soli. Stare insieme ai mostri rabbiosi lo ha aiutato ad affrontare le situazioni e a capire che anche lui ha delle responsabilità, infatti è proprio lui a diventare il re dei mostri selvaggi. Quando Max capisce che i familiari gli vogliono bene e quindi non deve più essere arrabbiato con loro, decide di tornare a casa, perché la solitudine si sconfigge con l’ amore ed il perdono. Come il piccolo Max anche io ho dei momenti in cui sono arrabbiato e mi chiudo nella mia camera perché ho bisogno di stare da solo. Mamma mi sgrida, non mi sento capito, inizio a sbattere la porta e mi trasformo in un bambino furioso. Subito dopo capisco di avere sbagliato, chiedo scusa e mi rendo conto di non riuscire a stare da solo. Ho bisogno della mia famiglia che mi rimprovera per il mio bene. In un certo modo, mi sento un po’ Max, anche se non mi circondo di mostri.
Emanuele Pupa
IC, I.C. A. Rosmini scuola media Anna Frank
Professoressa Raffaela Gerace, anno scolastico 2014/2015
Questo ragazzo di nome Max era incompreso, giocava sempre da solo. Un giorno gli amici della sorella gli distrussero il suo igloo e Max scappò e andò nel su mondo fantastico. Questo film mi ha suscitato delle emozioni forti, questo ragazzo incompreso sta sempre nel suo mondo fantastico a giocare. Mi hanno colpito molte parti, per esempio quando ho visto quei mostri e uno di loro spaccava le capanne dalla rabbia e Max ha preso un legno ed è andato a spaccare anche lui. Il ragazzo all’inizio mi è sembrato pazzo perché inseguiva il cane vestito da lupo con una forchetta. Max è stato sempre triste perché nessuno giocava con lui. Carol è la sua rappresentazione nel mondo fantastico, è uguale a lui: testardo, incompreso e pieno di rabbia; sente la mancanza dell’affetto della sorella. Carol insieme a Max e gli altri hanno costruito una grandissima capanna dove stare tutti insieme. Carol dalla rabbia perde il controllo come Max. Questo film mi ha dato dei dubbi e anche risposte su di me. Max è tornato poi a casa e la madre era contenta.
Roberto Perri
IB, I.C. A. Rosmini scuola media Anna Frank
Professoressa Vincenza De Santis, anno 2014/2015
Il film che ho visto al Leggifilm parla di una storia fantastica. Questa storia parla di un bambino di nome Max curioso e intraprendente, che in un mondo fantastico incontra dei mostri con cui fa subito amicizia. Tra questi ce n’era uno diverso di nome Caroll. Questo mostro rappresentava il carattere di Max, cioè la rabbia e la solitudine. In questo luogo lui vive molte emozioni, tra cui tristezza e felicità. Le emozioni che ho provato nel vedere i film sono state forti e tristi. La parte che mi è piaciuta di più è stata la parte in cui Max e Caroll giocavano insieme vivendo momenti di felicità. Alla fine del film stavo quasi per piangere dalla tristezza che ho provato nel vedere i due inseparabili amici separarsi. Io spero che qualche giorno si rincontreranno di nuovo e giocheranno sempre insieme. Questo film per me è stato molto utile, mi ha insegnato che in famiglia si deve essere felici e tutti insieme.
Marika La Vecchia
IB, I.C. A. Rosmini scuola media Anna Frank
Professoressa Vincenza De Santis, anno 2014/2015
Oh triste solitudine
Oh triste solitudine!
Che abiti nel nostro cuore,
non hai nessuna gratitudine
e porti solo lacrime e dolore.
Quelli che ti cercano
Rimangono ingannati,
quelli che ti odiano
sono gli esclusi e gli emarginati.
Spesso ti nascondi tra la gente
Tra i rumori e gli schiamazzi
Ma poi ritorni nella mente
Degli adulti e dei ragazzi.
Degli anziani accresci la sofferenza
Ai bambini metti tanta paura
I più giovani li spingi alla violenza
Alle donne dai grande sventura.
Agli artisti regali l’amarezza
Ai filosofi concedi la pazzia
Dei viandanti aumenti la stanchezza
Ai più generosi porti l’apatia.
Siamo fatti per stare insieme
Come i nonni coi nipotini
E non perché conviene
Ma per sentirsi più vicini.
LA FELICITÀ
Solo soletto
nel guscio di casa
vado cercando respiri di felicità,
fuggo, mi immergo nel torbido Mondo incantato
mi elevano al trono
"Evviva sono io il re".
Scorgo più in là
ombre ed affanni,
torna il ricordo
del dolce passato
casa mia casa,
dov'è che ti ho lasciato?
Attendimi, sto tornando da te!
Enrica Pamiotto
IC, I.C. A. Rosmini scuola media Anna Frank
